Circuito OFF 2026
Gianluca Fabbri
Gianluca Fabbri nasce a Ravenna nel 1975 e si trasferisce successivamente a Milano, città in cui vive e sviluppa il proprio percorso artistico e fotografico.
La fotografia non rappresenta la sua attività principale: parallelamente al lavoro creativo, opera professionalmente nel settore IT, ambito in cui svolge la propria carriera lavorativa.
Dopo gli esordi come fotografo freelance, lavora per alcuni anni nel settore della fotografia di spettacolo, documentando concerti ed eventi in Lombardia e Piemonte. In questo periodo collabora come fotografo uƯiciale della cantante Dolcenera per le date lombarde e romagnole del tour, consolidando la propria esperienza nel reportage live.
Successivamente realizza servizi fotografici per la Curia di Milano, occupandosi in particolare della documentazione della commemorazione del cardinale Martini nel Duomo di Milano nel 2012.
Nel corso della sua attività artistica sviluppa progetti personali che uniscono ricerca visiva e sperimentazione concettuale. Tra i più significativi si distingue MUMI, in cui fotografa e reinterpreta i murales delle periferie di Milano, trasformando la street art in un archivio visivo sospeso tra documentazione e reinvenzione. Nel 2016 ottiene il terzo premio nella sezione Video al concorso di Noventa Vicentina con il lavoro di self portrait “In the Name of What”,
confermando il suo interesse per l’autonarrazione e la sperimentazione dei linguaggi.
La sua ricerca si muove principalmente nell’ambito della fotografia concettuale, dove realtà e rappresentazione si sovrappongono attraverso dispositivi visivi che mettono in discussione la percezione dello spettatore. Parallelamente partecipa a diversi workshop di fotografia, con l’obiettivo di approfondire e aƯinare costantemente la propria tecnica di scatto e la costruzione dell’immagine.
È vicepresidente del Gruppo Fotografico DuePuntoZero di Busnago, con il quale promuove attività culturali, mostre e workshop, collaborando attivamente con il territorio e le associazioni locali.
Tra i suoi progetti, Italia in miniatura – Visioni aeree rappresenta una sintesi della sua ricerca: un viaggio immaginario attraverso l’Italia costruita come modello in scala, fotografata come se fosse osservata dall’alto. Il progetto gioca deliberatamente con l’inganno percettivo, rivelandosi solo nell’ultima immagine. In questo lavoro si rinnova il dialogo ideale con la poetica di Luigi Ghirri, dove lo sguardo diventa strumento di dubbio, sospensione e meraviglia.
Progetto
Mu.Mi. – Murales Milano
è un progetto che indaga il sottile confine tra fotografia e trasformazione. I murales delle periferie milanesi vengono strappati simbolicamente dal cemento che li sostiene e ricollocati in uno spazio nuovo, dove perdono la loro funzione urbana per diventare immagini autonome.
La fotografia non documenta la street art: la ricrea. Attraverso la scomposizione del contesto e la costruzione di nuove relazioni visive, ciò che era architettura diventa visione, ciò che era parete diventa materia dell’immaginazione.
Il muro scompare. Rimane il segno.
Ogni immagine è una riflessione sul destino dell’arte urbana, nata per essere effimera ma capace, attraverso la fotografia, di sottrarsi al tempo e di assumere una nuova esistenza. Non più testimonianza di un luogo, ma opera che vive indipendentemente dal luogo che l’ha generata.
Mu.Mi. è un invito a guardare oltre la superficie: non ciò che è stato dipinto su un muro, ma ciò che il muro ha sempre nascosto.
