Circuito OFF 2026

Manuela De Rosa

Manuela nasce a Roma nel 1975. Laureata in Lingue e letterature straniere con una tesi sull’approccio teatrale nella glottodidattica, diventa assistente di volo presso la Compagnia di bandiera italiana, portando spesso con sé la macchina fotografica nei suoi viaggi. Trasferitasi a Pisa si accosta alla fotografia di reportage in eventi Live, prevalentemente concerti del settore indie rock locali, spettacoli teatrali e performance. Nel 2016 si laurea in semiotica dell’arte presso il Dams di Bologna, con una tesi su fotografia, arte e display espositivo e nel 2025 si laurea in storia dell’arte
a Roma con una tesi sulla fotografia di teatro e di danza nel secondo Novecento.
Realizza progetti artistici dedicandosi prevalentemente alla ritrattistica e a sperimentazioni con media digitali, ma anche come fotografia di reportage in eventi e spettacoli. Le tematiche alle quali si rivolge spaziano dalla riflessione sulla corporeità, all’identità femminile e di genere, all’attualità e le criticità del contemporaneo.

Ha esposto in mostre e festival in ambito nazionale, tra cui il Wire Festival di Roma, nell’ambito del Festival di arte contemporanea “Artinsolite”, a Lajatico (PI), al DAV Dipartimento di Arti Visive del Comune di Soresina (CR), presso il Circuito OFF di “Fotografia Europea” di Reggio Emilia. Ha pubblicato per Arcana, blog e riviste di arte contemporanea. Attualmente vive in Toscana e approfondisce gli studi in storia dell’arte presso l’Università di Pisa

Progetto

 “Intersezioni Viandanti”

è stata realizzata nel 2025 presso la rocca di Calascio (AQ), luogo divenuto famoso per essere stato uno dei set cinematografici per il film Lady Hawk. Il castello fu costruito nel 1140 per volere di Ruggero II d’Altavilla e oggi è una meta turistica molto frequentata, a tal punto da richiedere un servizio navetta nel mese di Agosto per trasportare i turisti dal paese alla rocca. Il luogo, tuttavia, nasce con intento difensivo, pertanto originariamente lontano dall’essere un luogo partecipativo.
Nei tarocchi, la torre è la sedicesima carta degli arcani maiores e rappresenta la possibilità di un forte cambiamento che va a intaccare le certezze acquisite.
Gli scatti sono stati realizzati con una vecchia Canon A10, una delle prime macchine digitali, durante una giornata con forte nebbia, pioggia e scarsa visibilità. La materia, come rocce, erbe, nuvole, cielo, diventano i riferimenti per coloro che percorrendo i sentieri cercano di orientarsi, ostacolati dalle condizioni meteorologiche. La perdita di definizione diventa dunque la possibilità per ogni viaggiatore di rallentare non solo i propri ritmi, ma di riascoltare una personale interazione con l’ambiente e con sé stesso.

 

Esposto presso: