Circuito OFF 2026

Luca Zonari Canè

Luca Zonari Cane’ – Biografia

Dal 1968 risiedo a Corbola (RO) nel Parco del Delta del Po.
Mi sono avvicinato alla fotografia in giovane età, per ritrarre il mio territorio.
Oltre alle “foto cartolina”, con il tempo, inizio a selezionare i soggetti per argomenti e a
estrapolare da ogni servizio, foto con argomentazioni comuni, avvicinabili e confrontabili.
Dopo un lungo periodo da autodidatta, decido di iscrivermi al Foto Club Adria e di formarmi in vari campi. 

”Condividere e vedere lavori di altri con il mio stesso interesse, mi ha chiarito su diversi fronti, fino a farmi prendere preferenze e caratteristiche riconoscibili.
Partecipo a concorsi fotografici, ottenendo diversi riconoscimenti sia a livello nazionale che internazionale, ma ciò che mi entusiasma di più è sviluppare progetti che possano raccontare storie e luoghi. Questi lavori mi hanno portato a esporre in varie città italiane, e alcune delle mie raccolte sono state pubblicate anche su riviste specializzate.
Sono stato incluso nel Dizionario degli artisti nati o attivi nel Polesine nel XIX e XX secolo, pubblicato da Apogeo Editore. In collaborazione con il Foto Club Adria, dal 2012 contribuisco alla documentazione di reperti per il Museo Archeologico Nazionale
di Adria e delle stagioni teatrali per il Comune di Adria.
Attualmente le esposizioni personali sono spesso collegate a enti Onlus.

lucazonari@libero.it

www.lucazonari.com

Progetto

Il mare d’inverno

“… il mare d’inverno è un concetto che il pensiero non considera…” recitava una canzone di qualche tempo fa’.
Cosa resta del mare quando le luci dell’estate si spengono, il buio sopraggiunge rapido, il vento taglia i visi e i raggi del sole perdono il loro calore?
Questo portfolio nasce dall’esigenza di esplorare la dimensione essenziale e ritirata del paesaggio marittimo fuori stagione. Spogliato dalla confusione
turistica e dalla sua classica funzione ricreativa, il mare torna a essere forma pura, elemento selvaggio e spazio d’introspezione.
Immagini cha raccolgono punti di vista insoliti e ribaltati, spesso aerei o zenithali, che decostruiscono la visione convenzionale della costa.
Dall’ ombrellone solitario di chi rifiuta la fine della stagione balneare ai nuotatori estremi che si cimentano nelle acque libere dai bagnanti, sfidando gli
elementi.
Geometrie in bianco e nero dove la piscina vuota si fonde con le linee dei binari del treno, nebbia che confonde l’orizzonte. Colori vividi e freddi a contrasto della classica visione estiva.
lo spazio marittimo non come semplice cartolina estiva, ma come uno stato d’animo. Il Mare d’Inverno diventa così una metafora visiva della solitudine scelta, del tempo sospeso e della riscoperta di una bellezza
silenziosa e profonda.

Esposto presso: