Circuito OFF 2026
Paolo Zanin
Fotografo amatoriale, compro la mia prima reflex nel 2013. Innamorato della fotografia, grazie ai consigli e ai valori trasmessi durante un corso, quand’ero ancora bambino, dal compaesano Gianni Mazzon, muovo i primi passi con la macchinetta analogica di mio papà. È solo da grande, però, che riesco a comprare una reflex tutta mia; come regalo di laurea, decido di acquistare una Canon EOS 550D. Inizio a scattare, a studiare da
autodidatta e a cercare il confronto con altri fotografi. Decido di iscrivermi alla FIAF nel 2019 e, piano piano,
a partecipare ai concorsi da essa patrocinati. Nel 2022 e 2023 arrivano i primi riconoscimenti:
▪ il più giovane autore FIAF ammesso al 33° Festival Nazionale della Fotografia (Patrocinio 2022/A2);
▪ 3° premio (medaglia di bronzo FIAF) SEZIONE “LB- Tema Libero” (Colori e Bianconero) al 1°Concorso Fotografico WE LOVE PH (Patrocinio 2022/M21);
▪ Menzione Speciale Sezione bianco nero al GRAN PRIX POGGI FIORENTINI – Chianti Roads (patrocinio 2023M4).
Alcune mie foto vengono pubblicate in libri di fotografia:
▪ nel 2021, la mia foto “Prospettive” viene inserita nel libro “La tecnica fotografica – Il bianco e il nero” di Marco Olivotto.
▪ nel 2022, la mia foto “Lo sguardo altrove” viene inserita nel volume della collana Grandi Opere FIAF “ONE SHOT – Raccontiamo il mondo in uno scatto”;
▪ nel 2025, la mia foto “La finestra sul mare” viene inserita nel volume “100 fotografie d’Italia”, a cura del Club del Laboratorio Culturale.
▪ Nel 2026, la mia foto “San Francisco’s vacuum n.7” viene inserita nel volume “Travel. An atlas of stories, places and faces”, a cura di Exhibit Around APS.
Nel 2025, la mia foto “Figurine” è inserita tra le 25 finaliste de “La Foto dell’Anno FIAF” ed esposta nel corso del Congresso Annuale FIAF a Maranello.
Ad oggi, sono 172 le ammissioni di foto singole ai concorsi FIAF, il che mi hanno permesso nel 2025 di raggiungere il traguardo della “Prima Stella FIAF per foto singola”.
Sempre nel 2025, per i miei 40 anni decido di passare al sistema mirrorless regalandomi una Canon R5 Mark II.
Nel corso degli anni, alcune mie foto sono state o saranno esposte nelle seguenti manifestazioni:
▪ nel 2023 il mio progetto “Lower Antelope Canyon” è stato esposto nell’ambito del CIRCUITO OFF di Lucca;
▪ nel 2024 due mie foto “Estate” e “Come Formiche” vengono esposte al Treviso Photografic Festival;
▪ nel 2025 la mia foto “La finestra sul mare” è stata esposta al Treviso Photografic Festival;
▪ nel 2025 la mia foto “Bagnanti” è stata esposta al Venice Photolab;
▪ nel 2025 il mio progetto “Walking USA” è stato esposto nell’ambito della mostra diffusa della Nona Biennale Bassano Fotografia 25;
▪ nel 2025 il mio progetto “Walking USA” è stato esposto nell’ambito del CIRCUITO OFF di Lucca;
▪ nel 2025, la mia foto “Figurine” è stata esposta al Photo Days Tour Summer Edition all’Aeroporto di Trieste nell’ambito del “Trieste Photo Days”.
▪ nel 2026 la mia foto “Al tramonto” verrà esposta al Treviso Photografic Festival;
▪ nel 2026 la mia foto “Giocando a palla” verrà esposta al Venice Photolab;
▪ nel 2026 la mia foto “Figurine” verrà esposta al Bistrot de Venise a Venezia nell’ambito della mostra dedicata alla Open call Amici della FIAF Veneto.
Progetto
Gente d’Umbria – Il battito della vita lenta
In un’epoca globale dominata dall’iperconnessione, dal consumo immediato e dalla frenesia che frammenta l’esperienza quotidiana, questo progetto fotografico si configura come una contronarrazione visiva, un manifesto antropologico e artistico dedicato al valore della decelerazione. L’Umbria, storicamente definita il “cuore verde d’Italia”, non viene qui ritratta come una semplice cartolina turistica, ma come un ecosistema umano e geografico unico.
È un luogo in cui la resistenza culturale si manifesta spontaneamente nella conservazione di un ritmo biologico e comunitario. In questo territorio, il tempo smette di essere un tiranno economico da inseguire e torna a essere un alleato da assecondare, un flusso scandito dalle stagioni, dal lavoro della terra e dalla solidità della pietra. Il progetto mira a documentare il legame viscerale, quasi simbiotico, che unisce la comunità locale alla propria memoria storica, esaltando la bellezza di una quotidianità ordinaria che sfida la velocità del mondo contemporaneo.
Le immagini cercano di catturare la sottile transizione tra la memoria del passato e la modernità, celebrando la scelta consapevole di chi decide di restare, abitare i borghi e custodire un’esistenza a misura d’uomo. La “vita lenta” non è intesa come immobilismo, ma
come una forma superiore di consapevolezza e rispetto per i cicli vitali.
L’obiettivo è mappare una geografia sentimentale della regione attraverso le micro-storie, i dettagli apparentemente insignificanti e i silenzi che compongono l’identità più profonda, intima e silenziosa dell’Umbria.
