Circuito OFF 2026
Antonio Duilio Puosi
nato a Viareggio nel 1957 dal 1984 risiede a Massarosa (Lu)
Ha lavorato nel mondo del credito per 40 anni e dal 2015 ha terminato il suo ciclo professionale e ha cominciato a riscoprire la passione per la fotografia.
Ha frequentato alcuni corsi di primo e secondo livello per acquisire le nozioni base della fotografia digitale, ma quando scatta si lascia spesso trasportare dall’istinto e dal cuore.
Fotografa soprattutto la sua zona di residenza, dove campagna, colline e lago offrono varie occasioni di scatto.
Predilige foto naturalistiche: fiori, animali ed insetti, utilizzando anche il macro, ed ama riprendere anche le varie manifestazioni che si svolgono in Versilia ed in provincia di Lucca dove va alla ricerca di volti ed espressioni particolari.
Fa parte del Circolo Fotografico Misericordia di Piano del Quercione per il quale cura la pagina FB, e di vari gruppi Facebook.
Nel 2023 ha ricevuto il riconoscimento AFIAP dalla FIAP (Federazione Internazionale della Fotografia) per le ammissioni ed i premi ottenuti in vari concorsi nazionali ed internazionali.
Nel 2025 insignito EFIAF dalla FIAF Ha ottenuto un secondo posto nella sezione Ritratto al ACI Photo Contest Pistoia 2024, un terzo posto sezione “Glamour” al Montecarlo Photo Contest nel Principato di Monaco, ed un terzo posto nel BN al Trofeo Internazionale Michelangelo Buonarroti di Stazzema nel 2025.
Progetto
SAFARI FOTOGRAFICO IN TANZANIA
Fra i tanti viaggi sognati da anni, un posto di rilievo lo occupava sicuramente il desiderio di un safari in Africa (rigorosamente fotografico ovviamente), così quando si è presentata l’opportunità di farne uno in compagnia di una coppia di amici, nell’ottobre del 2025 siamo andati in Tanzania.
È stata una settimana molto intensa durante la quale abbiamo visitato i più importanti parchi nazionali, dal Ngorongoro al Serengeti, dal Tarangire al Lago Manyara, dove abbiamo avuto modo di incontrare e
fotografare un numero considerevole di animali in piena libertà.
Le foto presentate in questo progetto, ne rappresentano una piccola parte, ma sono veramente tante le specie che abbiamo ammirato da vicino.
Uno spettacolo che entra e si ferma nella mente e nel cuore e provoca quello che giustamente viene chiamato “Mal d’Africa”, perché la voglia di tornarci si sente fin dal primo giorno del rientro.
