Circuito OFF 2025
Stefania Baldacci
BALDACCI STEFANIA (1970)
Mi piace raccontare storie
“ho fatto delle foto. Ho fotografato invece di parlare. Ho fotografato per non dimenticare.
Per non smettere di guardare” (cit.)
La curiosità per la fotografia la porto dentro da bambina.
Da adolescente imparo da autodidatta le basi della fotografia analogica.
Ma i primi confronti con altri fotoamatori arrivano solo nel 2011 quando entro a far parte del Gruppo Fotografico L’Altissimo di Seravezza (LU), il mio paese, e mi iscrivo alla FIAF,
Federazione Italiana Associazioni Fotografiche.
Coorganizzatrice delle edizioni 2011 e 2012 di Riomagno Foto Festival.
Cofondatrice nel 2013 del Gruppo Fotografico Iperfocale di Pietrasanta.
Prima segretario e attuale vicepresidente del gruppo che ha all’attivo numerose attività di promozione della cultura fotografica come incontri con autori e mostre collettive a cui partecipo attivamente come organizzatrice e come autore.
Coorganizzatrice delle edizioni 2014, 2016, 2018 e 2023 di Riomagno Foto Incontri.
Segnalata al concorso nazionale Fulvio D’Iorio 2014
Premio della giuria al concorso Internazionale Michelangelo 2018.
Ammissioni al circuito Off Lucca 2015, 2017 e 2018.
Due lavori selezionati, pubblicati sul catalogo ufficiale e in mostra presso il Centro Italiano della Fotografia di Bibbiena per i contest nazionali Fiaf “Il volontariato in Italia” 2016 e “La famiglia in Italia” 2018.
Pubblicazione su Agorà di Cult del portfolio “Angela. This is me” Mostra personale “Cappuccetto Rosso. Alla ricerca della bimba perduta” nell’ambito della manifestazione Cibart Seravezza 2022.
Progetto
IL PIACERE COSTITUITO
Ci hanno insegnato a tenere sotto controllo il piacere. Per la cultura occidentale che si basa sull’ordine costituito di una visione prevalentemente patriarcale, tutto ciò che è corpo è anche in qualche modo spesso motivo di disagio e pericolo. Sentirci scomode nel pulsare della nostra carne è quindi qualcosa che non abbiamo potuto fare a meno di imparare e che ci vincola a stare composte anche dove desidereremmo essere fuoco.
Nella storia, la sessualità femminile è stata un argomento tabù, con la libido femminile confinata entro rigidi schemi sociali e culturali che ne limitavano l’espressione al solo scopo riproduttivo. Per cui la donna per molto tempo, troppo, è stata vista solo come madre o custode della morale familiare, ignorando o sminuendo i suoi bisogni e desideri sessuali.
Con le grandi religioni monoteiste e il consolidarsi delle strutture patriarcali, la libido femminile è stata
ulteriormente repressa e spesso associata a concetti di peccato o indecenza, tanto che l’appetito
sessuale femminile veniva visto e vissuto con estrema vergogna.
Per fortuna l’avvento dei movimenti femministi e i cambiamenti sociali nati anche da una maggiore
consapevolezza hanno iniziato a sfidare le norme esistenti.
La sessualità femminile è un aspetto complesso e multidimensionale della vita di una donna. Molto
più complesso di come viene rappresentato dai molti clichè. E’ un’esperienza multisensoriale che
comprende non solo la dimensione fisica, ma anche quella emotiva, psicologica, culturale e sociale.
Include la percezione di sé, l’autostima, le relazioni e l’immagine corporea. Purtroppo però porta con
sé ancora troppi pregiudizi e censure che limitano la comprensione del piacere femminile.
IL PIACERE COSTITUITO è un progetto work in progress le cui immagini raccontano il femminile
attraverso tre decenni del secolo scorso, giocando anche con ironia con l’immagine della donna di
quegli anni di cui sono portatori cinema, teatro e televisione per solleticare in chi osserva pensieri e
riflessioni su questo articolato e profondo argomento. Un invito, comunque positivo, alla consapevolezza e all’autodeterminazione. Un incitamento alla sovversione delle regole, allo scardinamento dei clichè e dei tabù. Un grido liberatorio.
Molte le conquiste fino ad oggi, e diverso l’approccio delle nuove generazioni. Ma la strada è ancora
lunga. Dietro un’apparente maggiore libertà di pensiero e di costume, il giudizio, subdolo, ancora
striscia. E la non accettazione dei cambiamenti da parte di una porzione ancora troppo ampia del
maschile, e non solo, vista spesso come caduta di potere, è, purtroppo alla base delle odierne
dinamiche malate e tossiche.
Quando invece il femminile può diventare una sorgente creativa di novità, prendendosi più cura del
proprio piacere e della propria soddisfazione sessuale e valorizzando l’unicità del proprio corpo e
l’espressione autentica di se.
